Cooking Mama

Una giornata con Mellin tra pedagogia e nutrizione

6 luglio 2017
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Mellin è un’azienda che tiene alle famiglie, ed è per questo che qualche giorno fa, insieme a tante altre mamme sono stata presso la loro sede di Milano per un confronto con una psicologa e un pediatra nutrizionista.

 

…Cosa ho imparato…

 

Psicologia

 

Innanzitutto ho trovato conforto. Lavinia sta crescendo e cambia ogni giorno, così come le sue esigenze ed il suo modo di rapportarsi con il mondo e con me. Mi sforzo di capirla, faccio tutto quello che posso per interpretare i suoi segnali e renderla felice, ma non faccio in tempo a trovare il metodo giusto, che qualche giorno dopo già non gli sta bene. A volte penso che me lo faccia di proposito.

Sembra così che qualunque cosa faccio, la sbaglio. Un giorno vuole dormire solo in braccio e allora la addormento in braccio, il giorno dopo cambia umore e vuole fare la nanna solo nel lettone, poi nel suo letto da sola; a volte adora il passeggino, mentre altre è capace di strillare dall’inizio alla fine della passeggiata. Per non parlare della pappa: ci sono volte in cui non mangia niente per un giorno intero e invece il giorno dopo la pappa che le preparo sembra le basti solo come antipasto. Un giorno tutto liquido, il giorno dopo a pezzetti.

Si, sono un po’ sconfortata e un po’ esaurita, cerco di non viziarla, ma al tempo stesso di darle ciò di cui ha bisogno… ma come si fa a stare in equilibrio?

Insomma, in un periodo in cui mi sembra che qualunque cosa faccio, la sbaglio, avere una spiegazione psicologica dei comportamenti infantili dalla Dott.ssa Raffaella Conconi, è stato davvero di grande aiuto.

Sapete ad esempio che i cuccioli d’uomo sono molto diversi da tutte le altre specie? Non hanno nulla di innato, nemmeno quello che chiamiamo spirito di sopravvivenza e che contraddistingue le altre specie. La Mamma è la sua forza e sarà la sua guida nella crescita.

È vero però che il bambino agisce secondo il c.d. principio di piacere interagendo con l’ambiente che lo circonda e facendo esperienza. Così è già da subito in grado di dire cosa gli piace e cosa no (e questo Lavinia lo sa bene 😅). Ed è da qui che costruisce il suo giudizio e la facoltà di pensiero (La negazione di Freud).

Alla nascita niente è già preformato nel neonato, ma, grazie alla c.d. Legge di apprendimento, assimila dall’esterno tutto ciò con cui entra a contatto e matura la propria esperienza. I nostri bambini sono infatti totalmente dipendenti da un altro individuo (non necessariamente la mamma). A differenza degli altri cuccioli, non hanno istinti, nè leggi causali. Per esempio non si alzano da soli come i cavallini, ma, secondo i loro tempi di sviluppo e le inclinazioni, impareranno a camminare pian piano. I bimbi sono più fragili, non hanno questo corredo che gli dà delle peculiarità atte alla sopravvivenza.

Ecco che l’apporto dell’altro è un termine complementare determinante: quando la mamma porge il seno, il bambino memorizza un’esperienza di piacere e, anche per questo motivo, la ripeterà. Ma la domanda di soddisfazione potrà rivolgerla anche ad altri (basti pensare che Lavinia i primi tempi, ciucciava il braccio a chiunque avesse sotto tiro 😜).

Il vero consiglio per educare i bambini è quindi quello di lasciarli liberi di fare queste esperienze. Standogli a fianco certamente.

Il compito degli adulti però non deve essere quello di sostituirsi ai bambini, piuttosto quello di offrirgli tutte le condizioni ed i mezzi per la propria autoeducazione. Sono loro gli artefici del proprio destino, noi possiamo solo accompagnarli per mano finché sapranno camminare da soli.

E lasciamo che sbaglino. Anche la frustrazione è un momento importante per i bambini, perché imparano a differire la soddisfazione. Cerchiamo di non aver paura che commettano errori, anche perché gli errori che ammalano i bambini non sono quelli che faranno loro, piuttosto quelli di pensiero di noi adulti che, sempre e comunque, alle fine ricadono su di loro.

Alla luce di tutte queste considerazioni penso possa essere utile cercare di uscire dalla condizione (come la mia) di ansia permanente e smetterla di scervellarci (mi)  se qualcosa non quadra.

D’altronde, come spiegano varie teorie pedagogiche, per educare i propri figli bisogna prima di tutto rieducare se stessi.

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Nutrizione

Importantissimo anche il discorso affrontato con il Dott. Piercarlo Salari che ci ha introdotto ad una tematica di fondamentale importanza: l’alimentazione in età pediatrica.

Sapete ad esempio che in Italia 3 bambini su 10 hanno problemi di sovrappeso/obesità?

E che, secondo uno studio su un gruppo di bambini citato dal Pediatra, durante i primi 12 mesi assumono il doppio delle proteine consigliate, una quantità di zuccheri eccessiva  e deficitano di ferro e fibre?

È importante capire che i bambini non sono piccoli adulti!

Rispetto ad un adulto e in proporzione al loro peso necessitano di:

4 volte più di ferro

3 volte più di calcio

5 volte più di vitamina D

Anche per rispondere a questi bisogni specifici, in commercio esistono gli alimenti per bambini che sono bilanciati per le esigenze nutrizionali di quella delicata fascia di età.

Gli alimenti specifici per la prima infanzia sono bilanciati per le esigenze nutrizionali di quella delicata fascia di età.

Inoltre, cosa che non tutti sanno è che la normativa che tutela i prodotti per l’infanzia è soggetta a restrizioni e controlli che fanno si che la quantità di contaminanti sia minimizzata (fino a 10 volte in meno rispetto agli alimenti degli adulti).

Per me con Lavinia lo svezzamento è stato ed è tuttora in salita. Prima mangiava tutto quello che le propinavo, adesso è chiaro invece che sente l’esigenza di scoprire nuovi sapori e soprattutto nuove consistenze.

Mi sono sempre spaventata di proporle cibi più solidi. Fino a ieri il mio pediatra mi ha dissuasa dal darle pezzi di pane, pizza o brioche spiegandomi che potrebbero farle da tappo e fermarsi in gola. Tanti suoi amici al parco, al mare o in passeggino mangiano il cibo degli adulti, io invece oggi sotto consiglio del pediatra sto provando i grissini Mini Grix che, insieme a tutta la gamma Primi Dentini, mi dà un aiuto in un momento della crescita in cui iniziano, tra l’altro, i primi tentativi di masticazione.

D’altronde è importante variare le consistenze per trovare piacere ad accettare in futuro una gamma di alimenti sempre più varia e non posso esimermi dal seguire le sue esigenze. Ma non voglio nemmeno rischiare!

In Mellin mi hanno spiegato che i prodotti Primi Dentini nascono proprio dalla richiesta di noi neo genitori di un compromesso fra consistenza e sicurezza, ed io in questa fase li sto molto apprezzando!

Nella stessa occasione ho avuto anche modo di scoprire le nuove formulazioni del latte crescita, adatte anche a chi preferisce un’alimentazione vegetale (Mellin 3 Soia) e a chi necessita di un maggiore apporto di fibre (Latte crescita 3 con Fibre), mantenendo tutti i benefici del Latte Crescita, ossia un apporto bilanciato di proteine e ferro, sempre all’interno di una dieta varia e bilanciata e in accordo con il proprio pediatra.

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Spero che queste informazioni possano interessarvi e magari confortarvi e aiutarvi come nel mio caso!

 

Alla prossima!

Laura

 

Questo post nasce da una reale collaborazione con Mellin-

#MellinPrimeEsperienze

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