Il vero Principe Azzurro è il figlio maschio: ecco perché

by Marilyn Aghemo

 Vi è capitato di chiedervi quando sarebbe arrivato il vero Principe Azzurro? Beh, pare che chi è mamma di un figlio maschio sia fortunata perché l’unica ad averlo trovato – anzi proprio, concepito!

C’è chi, grazie al ricordo del Principe Azzurro dipinto in tutto il suo splendore all’interno dei vari cartoni animati, lo sogna tutta la vita: gli esperti ci tengono ad evidenziare che in realtà, per ogni mamma il vero Principe Azzurro è il proprio figlio maschio.

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Perché il figlio maschio è un Principe Azzurro

Un figlio maschio riesce ad entrare nel cuore della mamma in qualità di uomo e non solo di figlio, senza che quest’ultima si renda davvero conto di aver messo al mondo il suo uomo perfetto. E’ bene sottolineare che non si tratta di una preferenza nel concepimento di maschi o femmine – che chiaramente  non è possibile – e neanche che una figlia femmina non goda dello stesso amore, ma, secondo alcuni esperti, il rapporto con un figlio maschio è totalmente differente.

Quando una donna diventa mamma di un figlio maschio, l’amore che viene sprigionato è tale e quale a quello per un principe delle favole: forse perché vediamo in lui quello che negli altri uomini non esiste? O perché possiamo – grazie all’educazione e buon esempio – farlo crescere con sani principi e metodi per un adulto del futuro quasi perfetto?

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Inconsciamente ogni mamma pensa che il figlio maschio:

  • Non potrà mai tradirla
  • Sarà sempre dalla sua parte
  • Sceglierà sempre lei per prima come donna, comunque vada il futuro
  • Le altre donne non potranno mai prendere quel posto nel cuore
  • Solo lei sa cosa sia meglio per lui

Mentre con una figlia femmina il rapporto è tendenzialmente paritario, complice e di grande stima reciproca – quello con un maschio invece è più di supporto, protezione e attenzione.

C’è un confine da non superare in questo rapporto?

Come in tutti i rapporti molto speciali, il limite da non superare è la morbosità – intesa come un ostacolo nello sviluppo e approccio delle varie tappe evolutive della vita ovvero:

  • Sino a due anni non bisogna aver paura della socializzazione
  • Sino a quattro anni non bisogna “bloccare” la sua fantasia, lasciandolo giocare da solo nel suo mondo
  • Sino a sette anni prende come riferimento il padre per sviluppare il proprio carattere e modo di pensare
  • Sino a undici anni è in fase di esplorazione e conoscenza
  • Dai dodici anni in poi deve avere anche altre figure di riferimento.

“La mamma è sempre la mamma”, ma è anche giusto che il figlio psi apra anche ad altre persone – si confidi con loro e gestisca la propria vita senza alcun impedimento (anche se viene fatto per proteggere e non per vietare!).

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Quello che è fondamentale è il fatto di trasmettergli i valori che lo faranno diventare un uomo vero, perfetto e intelligente avendo come punto di riferimento la propria madre – forte e sicura di sé.

Nonostante questo sia il rapporto più speciale che esista, il figlio maschio va cresciuto ed educato al fine che sia un Principe Azzurro per tutta la vita – dentro e fuori casa e adotto un comportamento sempre rispettoso nei confronti di tutto il genere femminile.

La parola a voi mamme: raccontateci il vostro rapporto con il figlio maschio e se sentite questo legame speciale. Attendiamo i vostri commenti!

Fonte: Libero 24×7

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