Lifestyle & News

Lotus Birth: che cos’è e quali sono i rischi per il neonato

30 gennaio 2018
Lotus Birth: che cos'è e quali sono i rischi per il neonato

Si sente molto parlare del Lotus Birth, una tecnica portata alla luce nel 1974 da un’infermiera californiana e praticata ancora oggi da alcune famiglie, che credono sia fondamentale per il proprio bambino.

Il Lotus Birth in realtà potrebbe causare al neonato una serie di rischi da non sottovalutare.

Lotus Birth: che cos’è

Era il 1974 quando Clair Lotus Day – infermiera californiana – si vantava di poter vedere l‘aura intorno alle persone ed asseriva che i bambini ai quali non veniva reciso il cordone ombelicale, avessero una luce molto più intensa e particolare.

Tecnicamente il cordone ombelicale resta collegato alla placenta, senza che venga tagliato – come normalmente effettuato dai medici al momento del parto – in attesa del distacco spontaneo.

In quei giorni la placenta viene disinfettata e riposta in un sacchetto apposito per poi essere trasportata insieme al neonato. Al fine di non far sentire l’odore che emana, viene cosparsa di sale grosso e le viene aggiunto olio essenziale di lavanda oppure rosa.

Lotus Birth: che cos'è e quali sono i rischi per il neonato

Una pratica non riconosciuta dagli scienziati e mai documentata nella storia: infatti, non ci sono testimonianze umane o animali che abbiano mai mantenuto il cordone ombelicale sul feto; di conseguenza si tratta di una introduzione spontanea di alcuni genitori che hanno deciso di seguire i consigli dell’infermiera.

Lothus Birth: rischi e malattie

La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha dichiarato che la mancata eliminazione del cordone ombelicale potrebbe comportare infezioni che possono compromettere la salute e vita del bambino.

Andando nello specifico l’afflusso di sangue termina la sua corsa dopo pochi minuti dal parto; la tecnica richiede la chiusura del cordone ombelicale con la clamp per tre minuti massimo per poi procedere al taglio, quando non ci sono più pulsazioni. Attendere dieci giorni e l’eliminazione spontanea potrebbe essere vincolo di rischi molto gravi.

Lotus Birth: che cos'è e quali sono i rischi per il neonato

Questo tipo di pratica non è vietata per legge, ma nel momento in cui il medico si trova a dover scegliere tra il volere dei genitori ed un’inizio di infezione nel bambino, questo può rivolgersi direttamente alla Procura per sospendere la patria potestà e salvare la vita del piccolo appena nato.

Essendo la placenta un tessuto morto, bisogna prendere tutte le precauzioni del caso. Una delle infezioni che potrebbero svilupparsi è la sepsi: questa è una malattia pericolosa che si attua nel momento in cui all’interno dell’organismo ci sono molteplici batteri che si stanno dividendo. Nei casi meno gravi compromette alcuni organi interni e in quelli più gravi il rischio è la morte prematura del neonato.

Lotus Birth: i casi celebri

Nonostante i rischi, sono molte le famiglie che preferiscono non far recidere il cordone ombelicale in ospedale al fine di non togliere energia e luce al proprio bambino.

Uno dei casi divenuti celebri è quello della coppia inglese composta da Nick e Vanessa Fisher che porta in giro la placenta del loro neonato in una busta di tela. Secondo Vanessa il bambino, se costretto alla separazione del cordone e placenta in maniera traumatica, potrebbe risentirne nel futuro rimanendo scioccato.

Un altro caso che ha fatto discutere è accaduto ad Udine, dove una donna ha impedito all’equipe medica di procedere con il taglio del cordone. Il primario si è quindi rivolto alla Procura ed evidenziato i rischi che stava per correre il nascituro: dopo attenta analisi la stessa ha dato ragione all’Ospedale.

Non è quindi un divieto nella pratica di questa tecnica ma una questione di salute per il proprio figlio. Cosa ne Pensate?

Fonte foto:  pregnancy.com

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

Come in tutto il Web, utilizzando il blog, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Ciao Mamma! Questo sito, come il resto dei siti presenti sul Web, utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Questa cosa è sempre esistita, ma UE vuole che te lo facciamo comunque presente. Continua a utilizzare questo blog senza modificare le impostazioni dei cookie o clicca su "Accetto" permettendo il loro utilizzo.

Chiudi