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Dna fetale e amniocentesi: caratteristiche, differenze e vantaggi

8 ottobre 2018
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Si sente parlare spesso e, quando si è in dolce attesa arriva il momento di interessarsene di persona, di dna fetale e amniocentesi, ma la confusione e il timore in merito ai due test sono ancora molto presenti e ampie. Quali sono le differenze?

La gravidanza è sicuramente uno dei più bei periodi per la vita di una donna anche se, in certi casi e sotto prescrizione del ginecologo, si rende necessario effettuare dei test specifici per controllare il feto come quello del dna fetale e amniocentesi. Conosciamo insieme differenze, caratteristiche e vantaggi.

Che cos’è il dna fetale

Il dna fetale è un test, non invasivo, che comporta una ricerca effettuata tramite frammenti di dna che sono presenti nel sangue materno, provenienti direttamente dalla placenta, dalla dodicesima settimana di gravidanza sino alla quattordicesima– senza incorrere a rischi o danni.

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Viene effettuato per verificare se sia malauguratamente presente la sindrome di Down o altre anomalie cromosomiche: per la prima verifica questo test è molto attendibile, mentre per il resto è necessario avvalersi di test differenti che verranno effettuati più avanti nel tempo secondo prescrizione medica.

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Per chi è indicato questo tipo di test?

Considerando il fatto che ogni donna è libera di effettuarlo e che è sempre bene chiedere consiglio al proprio specialista, solitamente viene consigliato:

  • quando la diagnosi invasiva non è consigliata
  • quando l’età della mamma è avanzata
  • anamesi familiare
  • poliabortività
  • se il feto è stato concepito tramite fecondazione assistita

Che cos’è l’amniocentesi

L’amniocentesi è invece una procedura più complessa che si effettua, quando il proprio medico la prescrive, prelevando il “liquido amniotico dalla cavità uterina” per verificare lo stato del feto e della sua formazione, possibili infezioni o malattie più o meno gravi (dalla spina bifida alla encefalocele).

Ci sono due modalità per effettuare questo test:

  • Amniocentesi precoce: viene effettuata tra la sedicesima e la diciottesima settimana, ovvero quando la procedura non può essere estremamente rischiosa per il bambino;
  • Amniocentesi tardiva: viene effettuata dopo la venticinquesima settimana solo ed esclusivamente dietro prescrizione del medico, in caso di controllo approfondito su alcune problematiche emerse da esami ed ecografie (sviluppo degli organi, rilevazione dei parametri, valutazione del feto in generale).

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Quali sono le differenze tra dna fetale e amniocentesi?

I professionisti del settore evidenziano che i due test sono differenti tra loro, tanto che non è possibile considerare il dna fetale come un sostituto dell’amniocentesi, soprattutto in termini di affidabilità.

Il dna fetale ha una risposta alle domande delle mamme sul discorso della sindrome di Down (99,9%), mentre per la rilevazione di anomalie dei cromosomi sessuali x y l’affidabilità scende al 95%: la sua zona d’ombra, non consente di verificare tutto in maniera categorica, per questo motivo non potrà mai sostituire il test dell’amniocentesi.

In termini di vantaggi, il test del dna fetale non comporta alcun rischio per il feto visto che si procede con un prelievo del sangue venoso e – inoltre – si può procedere molto più precocemente dell’amniocentesi.

Vuoi continuare a scoprire le varie caratteristiche del dna fetale e amniocentesi? Vai a pagina 2!

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