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I consigli montessoriani per lo sviluppo del linguaggio nel bambino

5 dicembre 2018
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Lo sviluppo del linguaggio nel bambini è molto importante e per aiutarli genitori ed educatori, dovrebbero attuare alcuni consigli montessoriani studiati appositamente per facilitare il procedimento, assolutamente naturale.

Il metodo Montessori, da sempre, affronta ogni tipologia di argomento per aiutare i genitori nella crescita serena del proprio bambino. Lo sviluppo del linguaggio è una fase molto importante, che dovrebbe essere vissuta con serenità insieme ad alcune tecniche mirate ad un risultato finale perfetto. Scopriamo insieme i consigli montessoriani.

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Sviluppo del linguaggio nel bambino: le tecniche Montessori

Ogni fase di crescita del bambino è molto importante, soprattutto se legate allo sviluppo motorio, visivo e del linguaggio. Maria Montessori, nel tempo, ha lasciato preziose tecniche e consigli ancora oggi utilizzate dai professionisti del settore e dai genitori – imparando così a considerare il bambino come individuo indipendente che cresce con un valido aiuto.

Lo sviluppo del linguaggio si attua in tre fasi principali:

  • Ascolto
  • Elaborazione
  • Espressione

Durante le prime fasi della crescita, sin dalla nascita, il bambino immagazzina tutte le espressioni che sente pronunciare dai genitori in primis e da tutte le persone che lo circondano; per questo motivo è molto importante parlare bene, scandire le parole, utilizzare un tono dolce e pacato.

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Successivamente, intorno ai 3 anni (in alcuni bambini anche prima), si manifesta l’espressione di tutto quello assorbito sino a quel momento dove il bambino parla, senza più fermarsi. La Montessori, come anticipato, ha sviluppato alcune tecniche/consigli al fine di affrontare le tre fasi in maniera semplice e divertente per tutti.

Raccontare tutto ad alta voce

Quando si diventa genitori per la prima volta, parlare insieme al neonato potrebbe sembrare non opportuno o non servire a nulla. Sin dalla nascita il bambino ha necessità di sentire parlare i propri genitori – e non solo – durante ogni fase della giornata. Raccontate sempre ad alta voce tutto quello che state facendo dal “Adesso facciamo il bagnetto” al “Guarda, la nonna ci sta telefonando”: ogni frase, ogni racconto è prezioso per il domani e, anche se sembra che un neonato non possa interagire – lui lo sta già facendo nella sua mente.

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Insegnare i nomi degli oggetti

Quando il bambino inizia ad afferrare o chiedere oggetti, questi devono essere “presentati” con il loro nome proprio al fine che il piccolo lo registri sin da subito nella sua mente. Non è consigliato dire “ Vuoi questo? Lo prendo io?” ma cambiare in “Lo vuoi il cucchiaino? Lo prendo io?”, citando il nome proprio di ogni oggetto che il bambino cerca di afferrare. Secondo il metodo Montessori gestualità e voce sono l’accoppiata vincente, così da memorizzare nome e forma, nello stesso momento – sempre tutto lentamente e sempre ripetendo all’infinito (una sola volta non basta).

Racconti e storie

Nel periodo dai 18 ai 30 mesi, quando l’elaborazione e sviluppo del linguaggio prende forma, si dovrebbe sempre raccontare ogni avvenimento come se fosse una fiaba. Per farlo addormentare o in un momento dedicato alle coccole, perché non raccontare aneddoti sulla vostra vita, sulla sua nascita o storie divertenti di famiglia? Tutto questo lo aiuterà a sviluppare la fantasia, a rielaborare il messaggio a suo modo e creare delle storie nuove con i propri cari come protagonisti.

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Frasi semplici e chiare nel linguaggio

Rispettare le regole di Grammatica e  dell’italiano è  importantissimo, sin da subito, al fine che il bambino abbia un’idea chiara di quella che è la lingua di appartenenza. Nonostante questo, le frasi – per il primo periodo di vita – dovrebbero essere brevi, concise e dirette; facciamo un esempio:

  • “Marco il pranzo è pronto, andiamo a mangiare.”

invece di

  • “Marco, mamma ha preparato il pranzo, adesso dobbiamo  mangiare quindi smetti di giocare, riprenderai più tardi.

Pur possedendo entrambe lo stesso significato, la prima viene assimilata dal bambino immediatamente – successivamente, si potrà fare un racconto più ampio.

Nomi complessi o generici, cosa fare?

Da sempre, quando un bambino inizia ad ascoltare – ripetere e giocare con le parole, si tende a facilitarlo eliminando i nomi complessi e preferendo una via più facile: cane diventa bau – abete diventa albero – scivolo diventa giostra e così via.

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Ci sono differenti scuole di pensiero in merito, ma secondo il metodo Montessori sarebbe opportuno citare il nome scientifico sin da subito in modo che il bambino lo recepisca e ripeta, senza alcuna difficoltà.

  • “Guarda che bel cane!”
  • “Mettiamoci a giocare vicino l’Abete”
  • “Ti va di andare sullo scivolo/altalena?”

Volete continuare a scoprire quali sono i consigli montessoriani per lo sviluppo del linguaggio? Andate a pagina 2.

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