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Quando iniziano a parlare i bambini? Dipende dai geni, ma possiamo aiutarli!

2 novembre 2018
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Quando iniziano a parlare i bambini non la smettono più, ma in qualche occasione tardano a farlo (specialmente i primogeniti) e noi mamme ci facciamo mille paranoie e ci chiediamo come possiamo aiutarli.

Quando i nostri bambini iniziano a parlare ci emozioniamo seppur le prime parole siano monosillabi e senza un senso compiuto. Lo stesso vale per la facilità con cui ci facciamo prendere dal panico quando le prime paroline tardano ad arrivare. In merito è bene subito precisare che questo inizio non coincide necessariamente con un’età precisa, ma dipende da altri fattori, tra i quali un gene particolare. Ogni bambino infatti è differente così come lo sono le modalità di espressione e di linguaggio. Vediamo insieme quali sono le fasi e che cos’è il gene Robo.

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Quando iniziano a parlare i bambini: le fasi

I bambini, a modo loro, iniziano a parlare sin da subito, cercando di raccontare e cantare quello che vedono e vivono. Tecnicamente parlando, seppur per ogni bambino potrebbe essere differente, lo sviluppo linguistico avviene intorno ai sei-sette mesi per poi crescere man mano, con il passare del tempo.

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Fase della Lattazione

Questa è la prima fase del linguaggio, verso i sei-sette mesi, manifestandosi con l’emissione di alcune lettere come “mamama – lalala -tatata-bebebe“. Anche se per gli adulti potrebbero essere dei suoni senza alcun senso, per i bambini rappresentano un’azione molto importante proprio perché iniziano a sentire la loro voce, muovono i muscoli facciali e capiscono – ben presto – di poter attirare l’attenzione facilmente. Sempre in questa fase imparano, tra le altre cose, le inflessioni differenti per evidenziare rabbia – fame – allegria – stanchezza.

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Fase dai 9 ai 12 mesi

Nella seconda fase si inizia ad acquisire un ventaglio di parole di senso compiuto, seguite dalla grande emozione dei genitori che si sentono chiamare per la prima volta “mamma” oppure “papà“. Ci sono i bambini più predisposti al linguaggio che impareranno, sin da subito, una formulazione esatta della frase mentre per gli altri ci vorrà altro tempo.

Fase dopo l’anno di vita

Da questo momento in poi, il cervello del bambino è una spugna e tutte le parole ascoltate diventano magicamente di sua proprietà. Non saranno discorsi precisi, ma si noterà un cambiamento repentino dell’inflessione di voce e di come affrontano le varie situazioni. Le parole più utilizzate? “Mio, lo voglio, dammelo, non lo voglio, no, mamma, papà“.

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Quando iniziano a parlare i bambini: cos’è il gene Robo?

Una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications e condotta dai ricercatori della prestigiosa Università di Bristol, ha fatto emergere che sarebbe un gene a determinare quando iniziano a parlare i bambini. Con questo studio hanno isolato il gene delle prime parole – Robo 2 – dal cromosoma 3 (determinante per i suoni del linguaggio e dislessia), così da poter studiare tempistiche e possibilità di prevenzione della patologia citata. Sono state analizzate le competenze di circa 10mila bambini, confermando che la capacità di vocabolario sia trasmissibile tramite DNA, intorno all’area del gene Robo 2. 

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Sebbene questo gene sia fondamentale per determinare modalità e tempi di parola dei bambini – è anche vero che esiste una fascia precisa di inizio compresa tra i 10 e 15 mesi, sempre a seconda del carattere e dell’ambiente circostante.

Come aiutarli a parlare?

L’apprendimento passivo dei bambini è molto importante, basato sull’imitazione di gesti-parole e comportamenti degli adulti (o dei fratelli poco più grandi). Per aiutarli a sviluppare vocabolario e parole, il consiglio è quello di evitare un linguaggio “bambinese”, ma di comportarsi come se si avesse a che fare con un adulto.

Quando un bambino è pigro, cercare di sollecitarlo con delle domande e attendere la risposta – facendo così capire quanto sia importante per lui scandire bene le parole che impara.

La parola a voi mamme: raccontateci la vostra esperienza con i vostri figli. Quando hanno iniziato a parlare? Vi siete preoccupate perché vi sembrava troppo tardi? Attendiamo i vostri commenti!

 

Fonte: La Stampa

 

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