Mal di schiena esagerato, dolori alle giunture e… quando ? Sono i maggiori pensieri del nono mese di gravidanza. Scopriamo cosa succede durante l’ultimo mese!
Mamme, siamo al termine! Il nono mese di gravidanza, infatti, è tutto in discesa e comincia il vero countdown per la nascita e per l’incontro più importante della nostra vita con il nostro bambino. Tuttavia, occorrerà arrivare ad alcune (ultime) tappe e tra queste le analisi di controllo per la neo mamma e per assicurarsi di partorire in sicurezza. Questo è anche un mese molto delicato anche per la mamma che sarà in preda a tutti i possibili pensieri, presa dall’ansia o dalla felicità, dall’allegria e quant’altro, nonché dai sintomi quali mal di schiena o stanchezza. Il tutto mentre il nostro piccolo continua a fare le capriole o muoversi lentamente ma con lo scopo di trovare la posizione giusta.
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Infatti, il nono mese di gravidanza, è uno dei mesi più importanti anche per la posizione del feto. Spesso, arrivati al nono mese, il piccolo dovrebbe già essere girato nel modo giusto, con la testa verso il basso e verso il canale del parto. Solo nei casi più complessi e di pericolo per la neo mamma e il piccolo, entra in gioco il ruolo del ginecologo e/o diverse soluzioni per un parto podalico (o cesareo). Ma l’unico compito della mamma in questo frangente sarà quello di riposarsi e prepararsi per il ricovero e per la nascita: prepariamo la valigia per l’ospedale!

Sintomi e cambiamenti della mamma
A livello fisico, la mamma nel nono mese di gravidanza avrà presenterà diversi sintomi:
- Problemi digestivi: il piccolo preme sull’intestino causando stitichezza (o emorroidi) o poco senso di fame;
- Problemi respiratori: la pancia pesa sul diaframma e ci accorgiamo di non riuscire neanche ad effettuare un respiro profondo;
- Dolori articolari: schiena e gambe per la maggior parte, ma anche il bacino pretende un po’ di riposo. Sotto questo aspetto bisogna ascoltare il proprio corpo!
- Contrazioni di Braxton-Hicks: assolutamente normale che siano più frequenti fino al giorno del parto.
Alcuni giorni o settimane prima del parto (questo ovviamente dipende molto da donna a donna), si può avvertire un abbondante perdita, definita tappo mucoso, che consiste nella membrana che ha mantenuto chiuso l’utero durante la gravidanza. Non è niente di preoccupante: la perdita non indica certo l’inizio del travaglio, ma piuttosto una conseguenza delle contrazioni uterine che spingono l’utero a tenersi pronto per il parto.
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Non da meno tra i sintomi del nono mese di gravidanza subentra anche il fattore psicologico. A livello introspettivo il nono mese di gravidanza è quello più peculiare di tutti per una mamma: più il momento si avvicina, più comincia a diventare impaziente, con una leggera ansia e soprattutto felicità. Stati d’animo più frequenti ma non gli unici, poiché questo è anche il periodo in cui molte donne tendono a viaggiare sulle montagne russe dell’umore: da triste a felicissima, da arrabbiata a intimorita o spaventata. Non è certo solo a causa degli ormoni, poiché in ogni donna al nono mese di gravidanza comincia a farsi strada l’idea che a brevissimo sarà una mamma e a sentire il peso di tale responsabilità e tutto ciò che ne consegue.

Come cresce il bambino nel nono mese di gravidanza
Il feto al nono mese di gravidanza è praticamente formato e, sotto questo aspetto, super pronto. Dunque il suo unico intento è quello di crescere e mettere su peso raggiungendo i 3 chili (nello standard), e la lunghezza di circa 50 cm. Ma non è tutto: già nella pancia della mamma comincia ad assimilare i sapori (tramite il liquido amniotico), a singhiozzare e a emettere piccoli respiri. Anche l’intestino funziona: si è accumulata una sostanza nera chiamata meconio, le sue prime feci, composte dal liquido amniotico che ha deglutito durante la gravidanza. E mentre anche il fegato e il midollo osseo del neonato si attivano, gli arti effettuano movimenti meno lenti e più coordinati.
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Dopo la nascita poi, alcune parti del suo piccolo corpicino si svilupperanno al meglio: è il caso degli occhi, che prenderanno colore solo qualche mese dopo la nascita, così come il colore della pelle e la fontanella, ossa del cranio non saldate alla nascita che favoriranno il passaggio del feto dal canale del parto.
In effetti, se non lo ha già fatto, durante queste settimane il feto dovrebbe assumere la “famosa” posizione cefalica, la posizione idonea per il parto con la testa incanalata nella cavità pelvica. Tale movimento dovrebbe essere molto naturale, effettuato spontaneamente dal piccolo poiché è l’unico modo per guadagnare spazio che diventa a poco a poco più ristretto. Ecco perché solitamente non c’è da preoccuparsi se (fino all’ultimo) il feto non si gira poiché potrebbe farlo anche poco prima che comincino le contrazioni vere e proprie. Infatti solo una piccola percentuale di bambini (il 4%) rimane podalica, e in questo caso viene quasi sempre eseguito un taglio cesareo.

Esami medici da effettuare
Poco prima di procedere all’analisi del piccolo e alla sua posizione, ogni mamma deve attenersi alle ultime analisi cliniche del trimestre e della gravidanza. Di norma, vanno effettuati: emocromo, esami delle urine e urinocultura come ogni mese assieme all’esame della toxoplasmosi (in caso di esito negativo). Dopodiché gli esami del terzo trimestre sono:
- Elettrocardiogramma e visita cardiologica (per la neomamma);
- Cardiotocografia: il cosiddetto tracciato per la frequenza del battito del bimbo;
- Tampone vaginale per sifilide/epatite c/streptococco: per scongiurare eventuali infezioni che il neonato potrebbe contrarre a contatto con i fluidi materni proprio durante il parto.
Se la neomamma intende richiedere l’anestesia epidurale oppure è stato pianificato un cesareo programmato, tra le analisi del nono mese di gravidanza rientra anche la visita anestesiologica, da effettuare dalla 32^ settimana in poi.
Posizione cefalica o posizione podolica? Le differenze
Perché è importante che il feto sia in posizione cefalica? Semplicemente per evitare che durante la fase del parto il piccolo corra dei rischi. Ma andiamo con ordine: cos’è la posizione cefalica? La posizione cefalica inquadra la testa del bambino nel canale dell’utero e il sederino verso l’alto, posizione assolutamente semplice e facile per agevolare la nascita. Diversamente riguarda la posizione podolica: la posizione podolica vede il bambino con il sederino rivolto verso il basso e la testa verso l’alto. Come già anticipato, tale posizione può diventare pericolosa poiché se il piccolo non si gira fino al momento del parto, i medici potrebbero optare per il parto cesareo che, come spiega l’articolo della Fondazione Veronesi, sia diventata un’operazione così abituale che ad oggi non c’è da preoccuparsi.
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Tuttavia esistono pratiche che possono indurre il feto ad avere la posizione giusta:
- Ago puntura/moxibustione: da eseguire tra la 28^ e la 37^ settimana, funziona attraverso un bastoncino di artemisia bruciato vicino al mignolo del piede (che nella riflessologia e agopuntura corrisponde anche al punto per stimolare l’utero);
- Ginnastica dolce (esercizi posturali): da attuare dalla 30^ alla 37^ settimana, sono posizioni da effettuare al fine di spronare il piccolo a capovolgersi (una tra le più impiegate è quella a quattro zampe a pancia sotto);
- Tecniche mediche: eseguibili assolutamente solo da professionisti medici ed esperti oltre la 37^ settimana. Prevede il rilassamento dell’utero con medicinali appositi, mentre si procede con una manipolazione dell’addome effettuata da un professionista.
Naturalmente vi invitiamo a chiedere consiglio al medico nel caso in cui il vostro piccolo fosse podalico e di non effettuare nessuna operazione senza consulto medico per non mettere in pericolo il bambino.

Consigli sul nono mese di gravidanza
A questo punto, tutto ciò che la mamma può fare, sarà arrivare preparate in tutti i sensi al parto, sia come stato d’animo che come preparativi per il ricovero. Avete già preparato una prima valigia? Pigiami o camicie da notte, cardigan, mutande usa e getta o in alternativa delle culotte, il reggiseno per allattare, delle coppette assorbilatte, assorbenti post parto, pantofole e asciugami o accappatoio per ogni evenienza assieme a prodotti igienici e creme viso/corpo in formato viaggio. Non dimentichiamo poi biancheria per il piccolo: prime tutine, pannolini lì dove occorre e salviettine. Molto spesso, tutto ciò che bisogna cambiare con frequenza per bimbo e mamma (come mutandine, pannolini o assorbenti) viene fornito dall’ospedale, soprattutto in questo periodo di Covid. Ma naturalmente, non guasta mai arrivare preparati.
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Dopodiché non dovrete fare altro che rilassarvi e prepararvi al giorno del parto. E per voi mamme è assolutamente necessario riuscire a controllarvi, godervi il momento e fare attenzione ai segnali. Tenete sempre a mente il corso preparto e i consigli di ginecologo o ostetrica che vi potranno tranquillizzare sempre di più nel momento in cui arrivano le vere contrazioni. In ogni caso per dubbi o domande, rivolgetevi al vostro medico e non temete: l’attesa sta finendo e il meglio sta arrivando.
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