Come conservare il latte materno? Sia in frigo che in freezer occorre sicuramente utilizzare contenitori in vetro o sacche indicate. Ma per quanto tempo si mantiene?
Come conservare il latte materno in frigo o in freezer? È la domanda che tutte le mamme che allattano si pongono quando stanno per ricominciare a lavorare, quando si hanno impegni improrogabili, dal medico o altro appuntamento, quando bisogna andare in palestra o anche soltanto quando c’è bisogno di recuperare un po’ di sonno arretrato. Insomma quando non si riesce ad allattare il bambino nel momento opportuno, giunge in aiuto il tiralatte, che ha salvato tante mamme dalla disperazione in più di un’occasione, facilitando anche cene in compagnia, il lavoro della baby sitter e tutte le volte che si cerca comodità e un modo per allattare in maniera più pratica.
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In effetti, la conservazione del latte è spesso preferita dalle mamme anche al posto del comune latte in polvere, per darlo al piccolo quando ne ha più bisogno. Nonostante questo strumento però venga visto come una forma di assoluta comodità, bisogna sapere che l’attività del conservare il latte materno richiede anche più attenzioni. Difatti, che sia in frigo o in freezer, se non conservato con diligenza e seguite determinate pratiche di pulizia e sanificazione degli strumenti, il latte potrebbe perdere la sua efficacia nutritiva ed essere a quel punto inutilizzabile.

Premesse igieniche prima di conservare il latte materno
Cominciamo subito col dire che per raccogliere il latte materno il lato più importante da considerare è l’igiene. Lavare accuratamente le mani è alla base della pulizia: bisognerà anche igienizzarle per evitare possibili contaminazioni di batteri sotto le unghie. Dopodiché, prima di dedicarvi al tiralatte, ricordatevi di sterilizzare gli strumenti: i componenti utilizzati per l’estrazione vanno sciacquati dapprima con acqua per rimuovere eventuali proteine di latte residue (che potrebbero erroneamente cominciare a inacidire), quindi lavati ad alte temperature in lavastoviglie oppure andranno lavati e risciacquati con acqua calda e detersivo liquido. Non è finita qui perché il secondo step riguarda la sanificazione: sebbene in lavastoviglie ad alte temperature è già di per sé una sorta di sanificazione, chi lava i prodotti a mano potrebbe decidere di voler sanificare i prodotti bollendo i componenti del tiralatte in una pentola grande piena di acqua.
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Una volta inseriti, basta coprirli e portarli ad ebollizione per 5 minuti quindi spegnere i fornelli e asciugare ad uno ad uno i prodotti. Al fine di effettuare una sanificazione più meticolosa, in farmacia sono disponibili sacche per la sanificazione da microonde: il procedimento è praticamente identico. Tuttavia, per effettuare un lavoro più certosino e professionale, può essere d’aiuto lo sterilizzatore a vapore elettrico: uno dei prodotti più richiesti e venduti anche nei negozi per bimbi. In alternativa, sempre in farmacia, vengono vendute anche le compresse per acqua fredda o liquido sterilizzante. Tuttavia quest’ultimo metodo richiede una tempistica più lunga, pari a circa 24 ore. Ma il passaggio più importante riguarda l’asciugatura: una volta terminata la procedura, occorre asciugare bene e scongiurare eventuali presenze di umidità.

Come conservare il latte?
A questo punto arriviamo al dunque e spieghiamo come conservare il latte materno in frigo o in freezer. Innanzitutto il contenitore: per questioni di pulizia e di sterilizzazione nonché di mantenimento della temperatura, potrebbe essere consigliato conservare il latte in vetro (solo se temperato) oppure in biberon e, spesso, le due cose coincidono. Tuttavia, è possibile anche scegliere sacche per la conservazione del latte materno, spesso disponibili con il tiralatte, assicurandosi che siano prive di Bisfenolo A, e anche più indicate per la conservazione a lungo termine. A tal proposito, la Leche League Italia ha elaborato una tabella per la conservazione del latte: il latte fresco in un freezer separato (in questo caso ci riferiamo al freezer a pozzo) può essere conservato dai 6 ai 12 mesi, mentre nel normale congelatore frigo, con temperature di 4°C può durare 24 ore. Infine, se conserviamo il latte nella parte del frigo più fresca, può durare dai 4 agli 8 giorni (ma questo come si fa a capirlo? meglio non rischiare a nostro parere!)
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Normalmente, a temperatura ambiente il latte materno può durare solo 4-6 ore ecco perché, per mantenere le proteine che lo rendono nutriente, è sempre più consigliato riporlo subito in frigo (e non in freezer). In effetti il latte conservato in frigorifero è migliore rispetto a quello congelato: il latte, appena estratto ha migliori proprietà antibatteriche, antiossidanti, vitamine e grassi, rispetto a quello tenuto in congelatore. Dunque se ci prepariamo ad utilizzare il latte in giornata, conviene mantenerlo in frigo, ma nel caso in cui venga conservato in freezer è essenziale etichettare le bottiglie o le sacche con la quantità e la data di estrazione, in modo da monitorare e gestire il latte conservato.

Avvertenze per il latte materno conservato
Le attenzioni da porre per il latte materno estratto non sono finite. Poiché è essenziale rispettare alcuni dettagli anche per quanto riguarda congelamento/scongelamento e per evitare di surriscaldare troppo il latte e vanificare la conservazione.
- Non riempire le bottiglie o le sacche per più di tre quarti: durante il congelamento il latte si espande e potrebbe rovinare sia contenitore che bustina conserva latte;
- Quando il prodotto viene scongelato è da evitare il ricongelamento per non alterare il latte e renderlo inutilizzabile e poco nutriente;
- Nel momento in cui il bambino beve il latte materno, i batteri presenti nella sua bocca finiscono nel latte. Quindi è sconsigliato ricongelare il latte o conservare quello avanzato, ma dev’essere gettato;
- Proprio per il motivo su elencato, prendete solo piccole quantità di latte o la quantità indispensabile per evitare sprechi. In questo caso sta a voi porre le dosi in base alla fame del piccolo;
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- Al contrario, nel caso in cui le dosi risultino minori del previsto, è possibile aggiungere piccole quantità di latte estratto ma che siano a temperatura da frigo o ambiente. Evitate di unire latte appena estratto al latte già raffreddato;
- Nel momento in cui il latte tende a “separarsi” post scongelamento, presentando il grasso e la parte cremosa in superficie, si può roteare delicatamente la bottiglia o la sacca, per miscelarli nuovamente. MAI mescolarla energicamente per non danneggiare alcuni componenti nutrizionali e protettivi del latte;
- Per scongelare il latte congelato, è possibile inserire la busta, o lo stesso biberon, in una ciotola in acqua tiepida e portarla ad una temperatura di 37° C. Anche uno scalda biberon in questo caso può fare al caso nostro, ma il latte non deve mai salire oltre i 40° C;
- Non scongelare il latte in un forno a microonde o in acqua bollente: si possono danneggiare i benefici del latte e creare punti caldi che potrebbero scottare il palato del bambino.
Concludiamo il nostro articolo spiegandovi come tali indicazioni sono suggerite in particolar modo per bimbi sani, senza complicazioni e nati a termine. Per i neonati prematuri o con problemi di salute, nonché mamma con problematiche post parto, la conservazione del latte materno va concordata con il pediatra o il proprio medico.
Fonti:
https://www.lllitalia.org/images/Tabella_Conservazione_Latte_Materno_2019.pdf
http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/bisphenol
