Cronaca di un disastro (annunciato)…
Si avvicina l’ora di pranzo. Apro il frigo: nessun alimento commestibile senza essere cucinato e allora decido di cimentarmi. Riesumo un peperone e una cipolla e penso debbano essere soffritti, aggiungo anche una carota perché nei piatti altrui c’è sempre qualcosa di arancione. Sono sicura, non ne verrà fuori un disastro stavolta!
Dato il labile confine tra fritto e soffritto, dopo i primi dieci minuti in cui l’olio si era eccessivamente esaltato per i miei gusti, travaso il tutto in un’altra padella senza olio, ma con carta da forno, perché non so usare il forno, ma magari riesco a creare un’ambientazione-forno in padella. Visto che la carta da forno è rigida e prepotente e la padella rotonda, bagno la carta da forno; l’acqua rilasciata dal peperone a quanto pare non è un problema mio. Aggiungo spezie in modalità shuffle, mi ricordo di non essere vegetariana e penso di aggiungere il tonno.
La carta nel frattempo si disintegra, ma trovo un rimedio anche stavolta: uso una terza padella e metto tutto là dentro. Sia il tonno che il peperone & co. iniziano a cambiare colore a dispetto di qualsiasi Lega di Salvini, da questo elemento deduco stiano cuocendo. Passo alla cottura del farro e tutto fila liscio: bollire qualsiasi cosa per tot minuti è sempre stato il mio forte. Disastro scampato? 😉
Dall'(in)odore generatosi sembra di essere nello stabilimento Rio Mare, ma non mi abbatto e metto anche il farro nella padella, per meglio amalgamare i sapori. Il tutto inizia ad assumere un aspetto orribile, e penso che il porridge che mangiavano tutti i personaggi di Dickens probabilmente doveva essere qualcosa di simile.
Non ho il coraggio di assaggiare. Non ce lo ha nemmeno il gatto randagio sotto casa che di solito si mangia qualsiasi cosa io gli propini. Risultato: dalla quantità di cose da lavare sembra io abbia cucinato per un plotone di Marines, sono inappetente e un pò disgustata, “meglio così brucio anche due calorie oltre quella cosa in padella”, ma so già che stasera a cena sembrerò Fantozzi con la frittata, e adesso oscuro su tutti i social chiunque fra i miei contatti sia in grado di fare biscottini, torte, nonsochecake dal prefisso variabile o piatti di pasta con cose verdi che decorano il piatto ai lati! 😉
Federica
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