Woman's Experiences

Non c’è niente di male a volersi bene

3 novembre 2017
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Mi sono sentita giù troppe volte da quando sono mamma.


E prima i punti da non potere neppure stare seduta, e poi la pancia che sembrava un corpo estraneo al mio che quasi non ricordavo nemmeno più come ero prima. L’allattamento che “vedrai come dimagrisci” e io ingrassavo, non potevo fare la tinta perché “l’ammoniaca no” e manco quella naturale bio o trio perché “non si mai”. Poi trovalo il tempo con una nanetta che ciuccia e piange tutto il giorno e svezzala che la tua cucina è più incasinata di quella di Masterchef. E così finisce la maternità e c’è il lavoro e c’è l’asilo, sempre se il naso non cola come il lavandino del bagno di sabato quando l’idraulico non viene manco se escogiti un sequestro di persona.
Mi sono sentita giù troppe volte da quando ho partorito e troppe volte succede ancora e non mi sta bene.
Cioè, mi sta anche bene non vedermi strafiga come Belèn quando sono a casa con lei che ha la sesta malattia e magari anche quando scappo al supermercato alle 9 di sera con cane e bambina al seguito perchè il papà non si sa quando torna (e se torna), però no, non voglio sentirmi sempre così.
Non c’è niente di male a pensare a se stesse.
Non c’è niente di male a curarsi, a volersi vedere belle, a voler piacere alla gente.
Non c’è niente di male anche se siamo mamme, perché esserlo non esclude il fatto che rimaniamo pur sempre donne.
Basta con l’ipocrisia! Piacersi e sentirsi apprezzate sono sensazioni fondamentali per una donna, ognuna a modo proprio.
Ed ognuna a modo proprio, quando si vede brutta e poco piacente ai propri occhi e a quelli degli altri, non si sente neanche bene con se stessa.

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Trovo ingiusto che dopo la nascita di un figlio ci si debba rassegnare all’immagine di noi stesse stressate dal non dormire la notte e con i capelli ingessati in un elastico perché non si trova il tempo per lavarli. Bisogna trovare l’equilibrio fra una vita dedicata alla maternità e l’amore per noi stesse. Una minigonna, un rossetto e una piega fresca a volte danno una carica emotiva di cui non ci rendiamo nemmeno conto. E fa bene a noi, alla vita di coppia e si, anche ai nostri figli.
Non so voi, ma io in quest’anno e mezzo ogni volta che sono uscita a fare shopping anche nell’intento di comprare qualcosa di nuovo per me, alla fine sono tornata a casa solo con pacchi per lei. È normale dedicarci a loro in tutto e per tutto, volere il massimo per i figli, dalle scarpette al corso di acquaticità, all’asilo di Mary Poppins. È normale perché non c’è gioia più grande del vederli felici, ma, se ci pensate, magari loro sarebbero felici anche con qualcosa in meno di ciò che possiamo dargli e che tanto penseremo sempre non sia abbastanza.
Ecco perché forse è vero che il “troppo stroppia”, nel senso che, ciascuna con le proprie possibilità, dovrebbe mettersi in testa di non dimenticarsi mai di stessa.

Quando mi metto un paio di tacchi ormai mi sento quasi una “supereroina“, a mala pena mi riconosco e, a dire il vero, non mi riconosce neanche mia figlia che qualche giorno fa vedendomi truccata e ben vestita mi ha guardato con una faccia sconvolta della serie “scusa cosa ne hai fatto della mia mamma?!” e abbracciata in un sorriso che fatico a spiegarvi. Non sarò di certo una supereroina perché mi metto il tacco o l’eyeliner, ma quando me lo metto mi ricordo di me e mi piaccio da matti, come non è mai successo prima perché ora che sono mamma ho quel qualcosa in più che su quei tacchi potrebbe spingermi a conquistare il mondo, quel piccolo mondo fatto dalla mia quotidianità che a volte sembra mi sovrasti, ma dalla quale non mi farò sconfiggere.
Queste foto le ho realizzate nella mia veste da “supereroina“, in uno di cui giorni in cui mi sono sentita di nuovo bella indossando i miei stupendi abiti premaman (ma anche no…) di Pietro Brunelli uno dei miei stilisti del cuore in gravidanza ed anche adesso ❤️

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