Woman's Experiences

Trent’anni e sentirli.

25 luglio 2016
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Cronaca di una trentenne laureata, dottorata, disoccupata e fidanzata…

Trent’anni: la pancia desolatamente vuota, le braccia sconsolatamente leggere e la testa eccessivamente pesante, perché la cultura non paga, non nel breve periodo almeno, ma la speranza è l’ultima a morire.

Trent’anni e capisci che in questo mondo vanno spesso avanti i furbi, non gli onesti, ma non importa, a chi come me, crede in ciò che ha studiato: la legge.

La giustizia, divina o terrena che sia, prima o poi ne darà merito. Una vocazione, una passione, che ha rapito la mia anima dopo aver letto il primo articolo della Costituzione. Niente di concreto tra le mani, ma tanti sogni, e nonostante tutto, tanta fiducia. Non ho “scelto” la carriera, sono semplicemente innamorata del mio lavoro.

Non auguro ai miei nipoti un futuro migliore, preferisco dare un contributo concreto. Non si può descrivere la sensazione di quando li culli e rivedi nei loro occhi quelli della tua migliore amica o dei tuoi cugini. Se loro esistono allora ne vale la pena. Ah già, sono figlia unica, ma nonostante ciò ho già 11 nipotini.

Alla mia età c’è chi ha già un marito, un figlio ed un lavoro, chi ha raggiunto solo uno o due dei summenzionati “traguardi”, e chi come me sta apparentemente perdendo tre a zero con la vita. Ma la partita non è ancora finita, sto ancora giocando, ed ho un paio di assi nella manica che si chiamano coraggio, determinazione, ambizione e speranza. Sono profondamente convinta che la donna sia l’essere più vicino a Dio: siamo capaci di dare la vita.

 Ci vuole solo un po’ di pazienza, come disse una mia cara amica: tutto arriva per chi sa aspettare. Pertanto, nelle more del mio momento, fintanto che anche io sarò chiamata a svolgere la divina funzione, ho deciso di fare grandi cose, per i figli che verranno, e per tutti quelli che già ci sono, e di godermi ancora qualche tempo di meravigliosa spensieratezza.

Con infinita gratitudine a chi mi ha sostenuta ed un monito a quanti costruiscono la propria fortuna sulle disgrazie altrui: ride bene chi ride ultimo.

Anonima

 

 

 

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