Woman's Experiences

Storia di una mamma di tre: ovvero MUSEUM FAMILY

4 dicembre 2017

Bene, oggi dall’alto della mia esperienza di mamma di 3, volevo parlarvi delle tipiche domande che mi fanno da quando nella nostra vita è arrivato il terzo figlio, perché da quanto ho capito la nostra famiglia è così rara da essere catalogata dall’UNESCO. Boh!

La prima domanda mi era stata fatta già all’ospedale: “Ma signora sono tutti dello stesso padre???” Partiamo dal fatto che già mi fai inalberare se ti rivolgi a me con SIGNORA cioè potrei essere sua figlia e poi secondo lei con chi vuole che li abbia fatti con il famoso postino? Si signora sono tutti con lo stesso padre cosa vuole che le dica siamo una famiglia all’antica, già faccio fatica a stare dietro ad un uomo solo figuriamoci l’amante…mi ci vorrebbe un’altra agenda per tenere a mente gli appuntamenti! Mah!

Altra domanda in ordine di follia è: “Ma li ami tutti allo stesso modo? ” Ma che domanda fai, è come dire ad un bimbo vuoi più bene alla mamma o al papà. No signora li amo a giorni alterni come le targhe a Milano quando c’è l’inquinamento troppo alto…ma certo che li amo tutti e con la stessa intensità, la stessa con la quale li strozzerei quando mi fanno arrabbiare!

Continuiamo in questo quiz dell’orrore: “3 maschi!?!?! Poverina come mi dispiace!“. Nello stesso momento nel quale pronuncia la frase se c’è una persona accanto a me che mi conosce bene mi ripete riti propiziatori per la calma. POVERINA?!?!?! Signora mia io gioco ai LEGO, mi butto per terra come se avessi 3 anni e corro al parco ( si corro anch’io lentamente, ma lo faccio ancora) senza preoccuparmi di sporcarmi o sembrare la principessa delle favole perché di solito mi tocca fare il drago o il pirata, insomma faccio il pagliaccio tutto il giorno e casa mia passa dall’essere un covo del Mar dei Caraibi alla pista di un moto mondiale in meno di 10 secondi… che voglio di più dalla vita.??? Inoltre c’è un aspetto non trascurabile al livello pratico ed economico 3 maschi vuol dire vestiti uguali e giochi uguali…vuol dire anche inciampare nei LEGO per altri 10 anni ma questo è solo un dettaglio…

Ma non è finita mica qui, no, si continua con: “Come fai a fare tutto?“. Non lo so forse di notte passerà Trilli con la polverina magica oppure il mio angelo custode impietosito mi darà una mano, ma ce la faccio…perché dovete sapere che 3 è si il numero perfetto , ma è anche il numero delle lavatrici e delle lavastoviglie che faccio tutti i giorni, delle volte che stendo, che carico l’asciugatrice o che mi cambio, non perché sono Chiara Ferragni ma perché i miei figli, come tutti i bambini, per farmi cambiare outfit pensano bene di spiaccicarmi mocci, cibo e qualsiasi cosa di talmente appiccicoso che neanche l’omino dello sgrassatore della tv riuscirebbe a togliere.

Altro quesito: “Nooo stai prendendo un’altra laurea?” Si signora sto prendendo un’altra laurea ..non sono Stephen Hawking credo di potercela fare…

Poi un’esclamazione che mi piaceva di più fino a ieri prima che la mia macchina, la cara vecchia Ypsilon, la nostra prima macchina, diventasse un cubo di rubik pronto per lo sfascio è : “State tutti dentro quella macchina lì e come fate?!” con quel tono schifato e stupefatto…sa signora stiamo facendo una rievocazione storica dell’Italia degli anni 60 tutti stretti stretti in una macchinina a 4 posti…ci piace lo stile di vita vintage…Signora mia bella ma secondo lei un bel SUV ad 8 posti non mi farebbe comodo secondo lei?! Una parola è troppo e due sono poche!

Questi erano alcuni esempi delle domande che vengono fatte ad una mamma di tre come me, dalle famiglie che forse saranno più comode, più precise, calme ed eleganti ed alle quali mi piacerebbe dire che 3 bambini in casa complicano inevitabilmente le giornate, ma invadono la casa d’amore oltre l’immaginabile…Bye bye

 

Francesca Cerù

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